Due gemelli diversi

Una delle cose belle dell’avere figli e nipoti è che molto spesso non ci assomigliano e non si assomigliano. Non sono nostre fotocopie ringiovanite e migliorate, ma racconti diversi, a volte con differenze sorprendenti che ci aiutano a capire che ognuno è davvero una storia a sé: unica, irripetibile, preziosa. La stessa cosa sembra valere anche per le parole, che

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A sinistra della TAV

A distanza di oltre vent’anni dai suoi primi capitoli, la storia si è talmente ingarbugliata da diventare quasi un simbolo di questa nostra epoca, emblema e raffigurazione di una società confusa, di valori contraffatti o ribaltati e della infinita capacità di manipolazione di chi muove i fili dell’economia e della politica. E anche, purtroppo, del declino e del tradimento di

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Difficoltà di comunicazione

Fra Dio e la sua creatura c’è qualche difficoltà di comunicazione. La cosa non stupisce, è esattamente quello che capita fra persone che si amano: fra genitori e figli, marito e moglie, fratelli e sorelle, a volte anche fra colleghi o amici veri. L’intimità della relazione, la frequentazione quotidiana, la vicinanza non facilitano lo scambio di parole. Spesso è più

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Una Speranza vecchietta

Charles Péguy doveva essere un tipo interessante, che mi sarebbe proprio piaciuto conoscere. È morto giovane, come tanti altri: corpi e vite a fermare sciami di pallottole insensate nella battaglia della Marna, durante quell’inutile macello che è stata la prima guerra mondiale. Aveva poco più di quarant’anni, un’età che lui definiva “terribile, perché è l’età in cui diventiamo quello che

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Regole da riformatorio

Mille anni fa, quando trascorrevo sovente le mie serate soffiando in svariati strumenti a fiato – col risultato di contribuire all’innalzarsi del livello di inquinamento sonoro dell’etere – mi è capitato di passare un paio di giorni in un riformatorio (parola ormai desueta che indicava il carcere minorile). Detta così, si potrebbe pensare che suonavo talmente male da offendere il

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Una premessa lunga da far paura

Questo breve scritto non c’entra nulla con Charlie e i drammatici fatti di Parigi. Nasce molto prima, ancora alla fine dello scorso millennio, con la dittatura degli ayatollah in Iran, le immagini dei burqa dall’Afghanistan, le prime donne velate guardate quasi con curiosità nelle strade dei nostri paesi, l’onda crescente di un fondamentalismo alimentato dall’idiozia guerriera dell’occidente che metteva radici in tutto il mondo.
Per me, anche il disagio crescente di non riuscire a parlarne o a scriverne. Il peccato grave del non detto, che credo peggiore del rischio di dire cose sbagliate.

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Ginnastica per invecchiare meglio

Invecchiare bene è questione di genetica, di fortuna e di ginnastica.
Per i primi due fattori possiamo farci poco, il terzo dipende anche dalla nostra volontà. Non sto parlando di flessioni e piegamenti, peraltro utili soprattutto per chi ha la sfortuna di non avere orti, frutteti, giardini, boschi e case cadenti che lo obbligano a quotidiani esercizi all’aria aperta. Neppure mi riferisco alla ginnastica mentale, parole crociate, enigmistica, giochi di memoria, sudoku e altri espedienti per rallentare l’invecchiamento dei pochi neuroni superstiti e magari tenere alla larga il compagno Alzheimer.

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Trilogia del rottamatore

Rottamare, rottamazione, rottamatore sono brutti neologismi figli di una società dello spreco, dell’usa e getta, del vuoto a perdere e dell’obsolescenza programmata. Sono anche una bestemmia contro l’ambiente, il lavoro contenuto negli oggetti e la povertà sempre troppo (e troppo inegualmente) diffusa.
Quando poi si pretende di rottamare uomini e idee, il verbo assume aspetti sinistri e preoccupanti. Per questo, senza alcun riferimento a cose o persone di pubblica notorietà, mi è venuto voglia di giocare un po’ con queste parole dissonanti, facendomi aiutare da due branche del moderno sapere scientifico di cui, naturalmente, conosco ben poco e da una disciplina umanistica che è ancora più lontana dal mio settore di teorica competenza.

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Torcicolli d’autunno

Invecchiando, ci può capitare di essere colpiti da una strana forma di artrosi che tende a farci girare la testa indietro. Visto che le nostre personali previsioni atmosferiche a breve termine annunciano nebbie in aumento e perturbazioni minacciose, e il futuro più lontano si intravede ricco di preoccupazioni e acciacchi e povero di speranze, possiamo essere tentati di trovar rifugio nel passato.
La patologia, oltre a colpire le vertebre cervicali, ha strani effetti anche sulla vista, provocando una forma anomala di daltonismo che altera i colori facendoci vedere rosa il passato, grigio il presente e nero il futuro.

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Leggere un diario

Ci sono libri che arrivano al momento giusto e frasi che ti sembrano scritte apposta per te. Ci sono libri che puoi usare come zattere e che ti aiutano a stare a galla: a volte ti capita di trovarteli sottomano proprio mentre stavi annaspando fra le onde e le correnti. Ci sono pagine che ti arrivano da lontano, come messaggi in bottiglia affidati al capriccio dell’oceano e trovate per caso sulla spiaggia. Ti chini a raccoglierle, le pulisci da sabbia e incrostazioni e scopri con stupore che il destinatario sei proprio tu.

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