Articoli

Scrivo occasionalmente su riviste e giornali del cuneese. Credo nell’importanza dell’editoria, locale e nazionale, per preservare quanto  ancor resta di democrazia in Italia. Le dittature sono di molti tipi differenti, più o meno sanguinarie e repressive, militari o teocratiche, mascherate o aperte. Tutte, però, hanno una cosa in comune: l’attacco alla libertà di stampa e di opinione.
Mio nonno materno era tipografo ed è morto a Mauthausen E’ finito nel campo di sterminio nazista proprio perchè, in tempi di guerra e terribile repressione, si ostinava a stampare parole di libertà. Per questioni anagrafiche non l’ho conosciuto, ma cerco sempre, quando uso penna o tastiera, di tener ben presente il suo esempio e di essere fedele alle esigenze di libertà e verità.
Non sono giornalista, non riuscirei a scrivere su comando. Gli amici che dirigono le testate a cui occasionalmente collaboro, conoscono questi miei limiti e, con gentilezza e comprensione, accettano che io invii loro le mie divagazioni scritte ai ritmi imposti dalla mia discontinua lucidità mentale e sui temi che in quel momento mi interessano.

Lo strano caso di Entracque 1

Nella Relazione del 1716 il record di povertà fra i 57 comuni che allora componevano la Provincia di Cuneo era detenuto da Entracque, col 62% di miserabili, ben 1700 su una popolazione di 2750 persone. Un dato che spicca anche nel panorama di povertà diffusa messo in luce dalla Relazione e che distanzia di molto […]

Relazione 1716/5 Vestire gli ignudi

Vestire gli ignudi è una delle sette opere di misericordia corporale che ci elencavano al catechismo nei lontani anni della nostra infanzia e già allora ci sembrava la più strana del gruppo, sia per la parola insolita e arcaica, sia perché, anche in quei tempi ormai remoti, la nostra beata generazione collegava la nudità più […]

Relazione del 1716/4 Sulla traccia dei ceci

La Relazione del 1716 ci regala uno sguardo d’insieme della nostra provincia alla vigilia del decreto di soppressione delle confratrie e ci permette di riflesso di capirne l’importanza e la diffusione capillare nei nostri paesi ancora all’inizio del Settecento. Con l’anno successivo non si parlerà più di queste associazioni, che finiranno di essere confuse con […]

Psicoterapia

“E’ solo una paralisi di Bell”, mi aveva detto sorridendo la neurologa gentile al Pronto Soccorso, dopo avermi provato a lungo riflessi e movimenti. Ero anch’io molto contento che non si trattasse di un ictus, ma non riuscivo a ricambiare il sorriso: la faccia era completamente bloccata in un ghigno storto. Poi la dottoressa mi […]

Relazione del 1716/3 Poveri, elemosine e ceci

Le dettagliate Istruzioni contenute nelle pagine iniziali della Relazione del 1716 chiedevano per ogni comune di dichiarare se, in mancanza di ospedale o analoghe strutture, vi fosse comunque “qualche fondo” a favore dei poveri “tanto mendicanti quanto vergognosi, infermi o ammalati” e di precisarne il numero. Nel leggere oggi questi testi restiamo colpiti dall’uso di […]

Coincidenze quasi casuali

Non sempre le coincidenze sono casuali, anzi, a volte assumono la forma che Jung definiva “sincronicità” e possono lasciar intravvedere, fra le pieghe degli avvenimenti che si sovrappongono, qualche filo conduttore che ci aiuta immaginare disegni e progetti o effettuare collegamenti impensati. Due notizie sui quotidiani di qualche giorno fa, accomunate solo dalla stessa data […]

Relazione del 1716/2 Ospedali e strutture assistenziali

Quando siamo tentati di lamentarci per i disservizi e le incongruenze della nostra sanità e per le carenze delle strutture assistenziali per anziani e bisognosi, possiamo consolarci leggendo quale fosse la situazione nei nostri comuni tre secoli fa. La relazione del 1716, firmata dall’ “Umilissimo, Fedelissimo et Obedientissimo Servitore e Vassalo M. Rubato” e preceduta […]

Relazione del 1716: sulla traccia delle confratrie 1

Nella biblioteca del Seminario Vescovile di Cuneo sono conservati due interessanti manoscritti della prima metà del Settecento che ci permettono di gettare uno sguardo su come fosse la vita quotidiana nella nostra provincia in quegli anni lontani. Si tratta di due relazioni diverse per ampiezza e intenti, ma entrambe motivate dall’esigenza dei Savoia di conoscere […]

Fra Borgo e Cuneo. Collaborare senza perdere la propria identità

Ho passato i primi trent’anni della mia vita a Borgo Quando me ne sono andato, nei primi anni 80, la Borgo della mia infanzia, quella di noi bambini che giocavamo nel vicolo dietro casa e delle mucche che attraversavano via Garibaldi per andare al pascolo nei prati vicino al cimitero, non c’era già più. D’inverno, […]

In memoria di Nuto 3: scrittore

Ho lasciato per ultima la parola più ovvia: “scrittore”. Una qualifica che ci viene spontaneo associare subito al nome, quando sentiamo parlare di Nuto Revelli, ma che deve comunque venir dopo. Nuto scrive per dovere di testimonianza, per debito di riconoscenza, non per professione, per soldi o per desiderio di gloria. Scrive perché ha prima […]