Pubblicati da Lele Viola

Invettive profetiche

“Guai a voi che aggiungete casa a casa e podere a podere, finché non vi sia più spazio”. Sono parole di Isaia, il profeta (Is 5,8), quindi, per il credente hanno il peso specifico della parola di Dio.
“Profeta” è uno dei tanti termini che usiamo a sproposito, degradandolo a sinonimo di indovino, quasi fosse una sorta di mago o un imbonitore di oroscopi ante-litteram.

Domande (senza) risposta

In genere, chi scrive un articolo sostiene una tesi, fornisce spiegazioni, propone il suo parere motivato su un certo argomento. Ha una propria idea di fondo e impiega un certo numero di parole per convincere chi legge della bontà del suo ragionamento. Eventuali citazioni servono a dare manforte all’autore: si usa, in pratica, l’autorevolezza e il peso specifico di un nome noto per puntellare la costruzione mentale e far pendere la bilancia del consenso dalla propria parte.
Le righe che seguono non rientrano in questa categoria.

Naufragi paralleli

Di questi tempi, forse per qualche scherzo dell’inconscio che mi suggerisce di prepararmi al peggio prossimo venturo, forse per consolarmi confrontando i nostri guai con le pene altrui, forse per qualche altra ragione che non riesco a spiegarmi, leggo sovente storie di naufragi.

Cari colleghi

Cari colleghi, in oltre trent’anni di Collegi dei docenti non ricordo di aver mai preso la parola. E’ una questione di carattere: mi piace poco parlare in pubblico, amo piuttosto il silenzio e, in subordine, la concisione, entrambe merci rare in queste nostre assemblee di Istituto. La cosa non mi fa certo onore, visto l’inderogabile dovere della partecipazione attiva, ma ha avuto l’innegabile pregio, in tutti questi anni, di non aver sottratto troppo tempo alla discussione.

Picchiare duro

Picchiare duro
E’ passato più di un mese da quando la Guida ha pubblicato l’editoriale di Martino Pellegrino sul “picchiare più duro”. Se la validità di uno scritto sta nella sua capacità di generare riflessioni bisogna fare i complimenti all’autore: la lettura ha prodotto in me una sorta di pensiero ricorrente che mi ha accompagnato in queste brevi giornate d’equinozio divise equamente fra le angosce e i piaceri di inizio scuola e le conserve e marmellate di fine stagione.

Dare i numeri

Visto che di questi tempi faccio sovente fatica a trovare le parole, non mi resta che dare i numeri.
Cominciamo dal basso: zero. Cioè niente, nulla. Sono gli aumenti che noi lavoratori dipendenti vedremo in busta paga nei prossimi anni, per effetto del blocco degli scatti di anzianità. Tremonti dal suo cappello ha tirato fuori questa meraviglia, una sorta di elisir di lunga vita ed eterna giovinezza che fissa nel tempo la nostra età lavorativa, impedendoci di invecchiare. Meglio del Gerovital, se qualcuno ancora se lo ricorda.

Chiesa nucleare

Venerdì scorso allegato alla Guida c’era un opuscolo su carta patinata.
“Energia per il futuro” era il titolo rosso su sfondo verde, sopra l’immagine di una bimba che disegna una lampadina a risparmio energetico .
Lo sfoglio distrattamente, pensando di leggere uno dei consueti manuali che raccomandano di chiudere la luce uscendo di casa e spiegano i vantaggi delle fonti rinnovabili e alternative.

Indizi

Dell’esistenza di Dio non abbiamo prove.
Il tentarne dimostrazione è vuota impudenza, un misto molto umano di superficialità e arroganza. Per chi si dice cristiano, poi, è strada sbarrata dai continui rifiuti di Cristo di produrre “segni” a conferma delle sue affermazioni. I Vangeli in questo sono di un’onestà cristallina e suicida.

Mancanza d’aria

Le dittature sono di molti tipi differenti, più o meno sanguinarie e repressive, militari o teocratiche, mascherate o aperte. Tutte, però, hanno un denominatore comune: l’attacco alla libertà di stampa e di opinione.

Elezioni d’equinozio

Sarebbe meglio parlare della primavera finalmente arrivata, del verde incredibile dell’erba nata dalla neve, delle gemme gonfie che stanno per partorire il bianco e il rosa dei fiori. Oppure del piacere delle prime gite in bici in Langa, a godersi il sole ancor buono dell’equinozio, fra le viti potate che piangono linfa e le foglie ancor giovani dei noccioli.