Pubblicati da Lele Viola

Bisogno di compagnia.

Non so se Dio esista: benedirò, a suo tempo, la morte che mi toglierà anche quest’ultima curiosità.
In ogni caso ci tengo, fin d’ora, a ringraziarlo per la compagnia che mi ha fatto (o forse che ci siamo fatti, visto che anche Lui sembra soffrire, come capita a me, di una forma di solitudine inguaribile, aggravata sovente dall’affollamento).

Alpitour

“No Alpitour? Ahi, ahi, ahi!”: i più vecchi ricorderanno certamente la fortunata pubblicità che molti anni fa ha contribuito a fare della società cuneese il maggior tour operator italiano.
Lo slogan adesso assume i toni di una tragica beffa per i trecento dipendenti cuneesi del gruppo. Martedì scorso, una mail dal tono dimesso e colloquiale li ha avvisati che il loro futuro prossimo sarebbe cambiato all’improvviso, facendosi cupo e incerto. Le prime parole erano quasi affettuose: “caro collega”, ma il seguito era una vera e propria coltellata: cancellazione della sede di Cuneo e conseguente trasferimento coatto a Torino. Una sorta di deportazione, camuffata nei diversi comunicati dai soliti giri di parole falsamente rassicuranti: miglioramento, efficacia, opportunità, sviluppo…

Stangata d’agosto

Le stangate, da quando posso ricordare, arrivano sempre d’agosto.
Mettere le mani nelle tasche degli italiani, evidentemente, è più facile quando sono in costume da bagno o in bermuda, con la testa distratta e surriscaldata e l’ansia di cancellare stanchezza e frustrazioni accumulate nell’intero anno in pochi giorni di sudata vacanza.
Ma la stangata di ferragosto 2011 ha qualcosa di diverso e di molto più preoccupante rispetto a quelle che l’hanno preceduta.  
E non solo per impatto e dimensioni.

Buoni motivi

Ci sono davvero molti buoni motivi per andare a votare ai referendum: dai trecento ai quattrocento milioni, a seconda delle stime. E’ la cifra che ci costerà la discutibile scelta dell’esecutivo di separarli dalle votazioni amministrative, costringendo molta parte dell’Italia al doppio o triplo impegno elettorale. Scelta passata per un solo voto e dettata dall’unico scopo di boicottare i quesiti referendari e impedire il raggiungimento del fatidico quorum.

Custode del diritto

Sul manifesto che ne annunciava la morte, accanto al nome,  non c’erano titoli accademici o professionali, ma una qualifica molto più significativa e profonda: “cultore del diritto”. Per definire un uomo, per raccontare una vita non bastano certo le parole: ci vogliono i sorrisi, gli slanci, la rabbia, il coraggio, la stanchezza, l’ostinazione, la generosità. Ma quella breve frase è un buon riassunto: ha molto di tutto questo.
Perché cultore del diritto vuol dire custode delle parole – dell’importanza delle parole – e operatore di giustizia.

Breve dizionario d’inglese corrente

L’inglese è entrato nelle nostre vite, ma io non sono mai riuscito a farlo entrare nella mia testa. E dire che ci ho provato a più riprese, fin da piccolo, seguendo con diligenza corsi e lezioni di vario tipo. Si tratta, credo, di un blocco psicologico che mi impedisce di pronunciare con scioltezza nomi scritti in modo così diverso da come si leggono da rendere incerta la corrispondenza fra fonetica e grafia.
Ma, visto che la legge di Liebig consiglia di concentrare i propri sforzi proprio nel settore di maggior debolezza, cercherò di affrontare parole inglesi entrate di recente con prepotenza o in modo subdolo nella nostra vita quotidiana.

Ricordo di Giancarlo

Se non avessi smesso da tempo di credere al caso e al binomio fortuna-sfortuna, lo definirei un incontro imprevisto dettato da casualità e buona sorte.
Lo considero, invece, uno di quei regali inaspettati che ti fa la vita, da tenere in gran conto e di cui ringraziare.

Lenta-mente

Chissà chi ha scelto la data?
Il 28 febbraio scorso era la giornata mondiale della lentezza, festeggiata quest’anno per iniziativa degli Esuli con cibo, musica e parole.
Febbraio è il mese più corto, pare quasi aver fretta di passare, di traghettare il bianco dell’inverno nel verde primaverile, di regalarci anticipi di sole e speranze di aria aperta Non so perché abbiano scelto proprio l’ultimo giorno di questo mese corto e frettoloso per festeggiare la lentezza; forse per necessità di paradosso o per ricordarci che siamo comunque prigionieri di un mondo che ruota troppo velocemente, nonostante tutti i nostri sforzi di rallentamento
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Ci salveranno le donne!

Ci salveranno le donne, ho pensato domenica sera tornando dalla manifestazione di Cuneo. Come mi capita sovente, non sapevo se mettere alla frase il punto esclamativo o quello interrogativo, se dare voce alla speranza e all’entusiasmo per la bellezza di ritrovarsi in tanti, o dar peso ai dubbi per una situazione che resta comunque difficile. La virgola è un ripiego, ma non vuole togliere nulla alla splendida riuscita dell’iniziativa.

Lettera al Vescovo

caro don Guerrini, non so se ti ricordi di me, son passati tanti anni da quando eri mio professore di Religione al Liceo e ancor di più da quando ci incrociavamo nei cortili del seminario, tu in veste nera coi bottoni rossi, io ragazzino in fuga da una vocazione suggerita e che tardavo a scoprire non mia. Ci davamo del tu, abitudine che considero irrevocabile e che quindi mi azzardo a continuare, nonostante la tua carriera e il molto tempo passato dall'ultimo incontro.