Pubblicati da Lele Viola

Risposta a Beppe

Carissimo Beppe,
scusa innanzitutto se ti scrivo con una tastiera invece che con la penna. In realtà ho iniziato la risposta a mano, poi mi sono reso conto che la mia scrittura si fa sempre più illeggibile (a volte addirittura per me stesso…), soprattutto nei testi lunghi. Non so se sia colpa dell’invecchiamento o di qualche altro problema, ma la mia grafia è sempre più incerta (o forse la mano tremante riflette solo la confusione mentale).
Ho riscritto questo inizio e proseguito a macchina, preferisco la facilità di lettura e la chiarezza alla maggior simpatia del testo manoscritto e non ti voglio imporre, oltre alla pazienza e alla tolleranza sempre necessaria verso le mie incerte divagazioni, anche la fatica della decifrazione.

Antipolitica

Luca Cordero di Montezemolo lo ha detto e subito tutti lo hanno ripetuto a gran voce: -Bisogna abbassare i costi della politica – Qualcuno si è affrettato a stendere ai suoi piedi un tappeto rosso invitandolo (frase già tristemente sentita…) “a scendere in campo”…

Un avverbio di due lettere

– Ma tu credi in Dio? –
– Bella domanda! – rispondo, ma è solo un modo per prendere tempo, per concedermi un attimo di dilazione davanti all’irrevocabilità del quesito. Mi rendo subito conto che non posso svicolare, cavarmela con una battuta o con un “sì, ma…”, con la congiunzione messa subito lì, dopo la virgola, a negare l’avverbio. Come faccio di solito: “sì, ma non al Dio del Vaticano…sì, ma non al Dio delle religioni…” Scappatoie dettate dalla vigliaccheria o dalla voglia di tagliar corto…

La “nostra” terra

Questo strano inverno svuotato da freddo e neve, a mezzo fra un autunno invecchiato male e una primavera cresciuta troppo in fretta, favorisce l’esercizio del pedale. La bicicletta, al riparo -per ora- dalla furia rottamatrice di assessori nostrani e dalla mania euro-omologatoria dei burocrati di Bruxelles, ci consente di godere di questo acconto di tepore senza dover fare i conti con la quotazione del brent, gli umori dell’Opec e la rincorsa fra accise e liberalizzazioni. E, soprattutto, senza rimorsi per le decine di migliaia di morti in Iraq, prezzo del nostro petrolio facile…

Aria pesante

Sarà per l’aria calda di quest’inverno che non ci ha ancora regalato neve e gelo a ripulire polmoni e mente e spazzar via fumi, nebbie e malinconia.
Sarà per il metabolismo affaticato dei cinquant’anni suonati, il corpo che inizia a cigolare come un cuscinetto grippato, a lamentarsi come un asino stanco.
O sarà per questo arcipelago di morti e tristezze che incrocia quotidianamente la nostra rotta, tanto fitto da non fare più notizia, da trasformare la tragedia in statistica…

Giornale radio

Non possiedo televisione, né l’ho mai avuta da quando ho l’uso di ragione.
Quindi in casa mia non entrano le facce da schiaffi di politici e imbonitori vari in vena di autopromozione. Ma sento il giornale radio e devo sorbirmi comunque l’invadenza (se non visiva, sonora) dei parolai di professione.
Ieri sera ho dovuto alzarmi a metà cena per spegnere l’apparecchio e non farmi rovinare la digestione dal sermone non richiesto di Camillo Ruini…

Tnì da cunt

E’ uno di quei ricordi rimasti incagliati nella memoria per le strane alchimie dei nostri bizzarri neuroni. Risale a quasi cinquant’anni fa. Mio nonno mi teneva per mano: il suo passo da arzillo vecchietto doveva rallentare per adattarsi alle mie gambe ancora corte di bambino. Via Garibaldi, a Borgo, era vuota di macchine e popolata di persone in un rapporto di proporzionalità inversa rispetto ad oggi, tanto da consentirci di passeggiare in mezzo alla strada…

Un viaggio di ritorno

Dopo molti viaggi in bici per andare da qualche parte, questa volta facciamo un viaggio per tornare. La meta è l’Italia, il punto di partenza Bratislava. In mezzo tanta acqua (e non solo nel senso, ahimè, di pioggia…): due fiumi, il Danubio e l’Inn ci indicheranno la strada di casa. Contro corrente, ma soprattutto, contro vento e contro il flusso dei colleghi ciclisti, più propensi a seguire la logica e la forza di gravità…

Riflessioni di un pellegrino pentito

Luigi è arrivato a Santiago all’inizio dell’estate del 94 con la sua bicicletta. Quel mattino a ritirare la Compostela, il sospirato pezzo di carta attestante la conclusione del pellegrinaggio effettuato secondo le dovute regole, erano in quattro. Nel luglio del 99 la coda per avere il papiro rilasciato dal Capitolo in lingua latina occupava due rampe di scale e fuoriusciva sulla strada…

Una notte alla barma

Una notte alla barma
( riflessioni sull’isola che non c’è)
Melville, autore di Moby Dick, ci era arrivato quando era ancora un ragazzo, dopo mesi di viaggio su una lenta nave a vela. La vita del mozzo, a bordo di una piccola baleniera di metà ottocento doveva essere tutt’altro che romantica: lavori durissimi, disciplina ferrea, promiscuità, solitudine…