Tempo di castagne 3: la castagna e il castagno

La castagna non deve farci dimenticare il castagno. Nel senso che il frutto e la sua importanza nell’alimentazione del passato e nell’economia del presente non devono far passare in secondo piano tutto il resto. Che è almeno altrettanto importante, anche se meno facilmente quantificabile. Non per niente si parla di “civiltà del castagno” e non “della castagna”. Adesso, invece, in

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Tempo di castagne 2 Bosco o frutteto?

Le castagne condividono con frutta e verdura una valutazione commerciale basata essenzialmente sulle dimensioni. Valgono, cioè, in base alla pezzatura, non tanto per le qualità organolettiche. In altre parole, la castagna è pagata di più se è grossa, anche se ha sapore mediocre e, come capita per certe varietà orientali, ricorda più la rapa che il frutto prelibato a cui

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Tempo di castagne 1

Cuneo è situata a quasi 45 gradi di latitudine nord, cioè esattamente a metà strada fra gli eccessi climatici del polo e dell’equatore. Una posizione privilegiata, che ci regala anche un evolversi delle stagioni piacevole, senza gli sbalzi estremi delle zone boreali o la piattezza di quelle tropicali. Mi è sempre piaciuto ogni cambio di stagione, ma con gli anni

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Una storia “di famiglia”

Una mail in inglese con allegato arrivata direttamente nella casella delle spam. La solita fregatura, penso, che ti impesta il computer con virus informatici o cerca di carpirti i dati personali per scopi disonesti. Sto per cancellarla quando vedo che ha per oggetto: “Battista Viola”. Mio padre, morto ormai da decenni, si chiamava Giovanni Battista, ma per tutti era Gianni.

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Pagati per essere cittadini

Se lo avessero raccontato a mio nonno (o anche solo a mio padre), si sarebbe fatto una bella risata scuotendo la testa, come chi sente una storiella troppo assurda per essere verosimile. Reddito di cittadinanza: lo stato che, anziché prenderli dalle tue tasche, come è sempre successo, ti regala un sacco di soldi. Senza contropartite, senza dover far nulla, almeno

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No euro? No grazie!

Dare la colpa della propria incapacità a qualcosa o qualcun altro è un trucco vecchio come il mondo e da sempre leader improvvisati e presuntuosi cercano facili bersagli per distrarre l’opinione pubblica dai propri fallimenti presenti e futuri. È il giochetto del prestigiatore che distoglie lo sguardo del pubblico dalle sue mani per levare la carta dal mazzo o infilare

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Spiccioli di economia 16 Santificare la festa

Siamo in un’epoca di eccessi. Vecchi che muoiono di lavoro forzato e giovani avviliti e rattrappiti dalla disoccupazione. Il troppo che si sposa sempre col troppo poco, senza mai passare per un giusto mezzo. L’atto del respirare comincia dal buttare fuori bene l’aria per potersi poi riempire i polmoni. Senza espirazione è inutile qualsiasi sforzo e qualunque capacità polmonare. Senza

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Spiccioli di economia 15 Lavoro: condanna o benedizione?

In una puntata precedente di questa lunga serie di divagazioni sul tema dell’economia avevo citato l’episodio del frutto proibito e il libro che noi chiamiamo Genesi e gli ebrei Bereshit (che significa “in principio”, lo stesso incipit del vangelo di Giovanni). Lettura di grande bellezza letteraria e di inarrivabile profondità nascosta dietro l’apparenza di una narrazione semplice al punto da

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Spiccioli di economia 14 Il prezzo giusto

Una delle trasmissioni più longeve nel deprimente panorama dell’intrattenimento televisivo italiano, durata ben 21 stagioni, dal 1983 al 2001, si chiamava Ok, il prezzo è giusto! Non ho mai avuto la televisione e quindi non mi è mai capitato di assistere a una qualche puntata del gioco a premi importato dall’America, e fatico a immaginare come si possa trovare divertente

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Spiccioli di economia 13 La torta di Tina

Alla base di tutto il complesso edificio dell’economia, secondo l’impostazione che deriva dalla scuola classica e poi da quella marginalista, c’è la produzione con i suoi fattori: la natura, il capitale e il lavoro. Questi tre componenti vengono combinati e organizzati a piacimento dall’imprenditore per ottenere il massimo profitto possibile. Figura centrale di tutto lo schema è quindi quella dell’imprenditore,

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