Un avverbio di due lettere

– Ma tu credi in Dio? –
– Bella domanda! – rispondo, ma è solo un modo per prendere tempo, per concedermi un attimo di dilazione davanti all’irrevocabilità del quesito. Mi rendo subito conto che non posso svicolare, cavarmela con una battuta o con un “sì, ma…”, con la congiunzione messa subito lì, dopo la virgola, a negare l’avverbio. Come faccio di solito: “sì, ma non al Dio del Vaticano…sì, ma non al Dio delle religioni…” Scappatoie dettate dalla vigliaccheria o dalla voglia di tagliar corto…

Aria pesante

Sarà per l’aria calda di quest’inverno che non ci ha ancora regalato neve e gelo a ripulire polmoni e mente e spazzar via fumi, nebbie e malinconia.
Sarà per il metabolismo affaticato dei cinquant’anni suonati, il corpo che inizia a cigolare come un cuscinetto grippato, a lamentarsi come un asino stanco.
O sarà per questo arcipelago di morti e tristezze che incrocia quotidianamente la nostra rotta, tanto fitto da non fare più notizia, da trasformare la tragedia in statistica…

Riflessioni di un pellegrino pentito

Luigi è arrivato a Santiago all’inizio dell’estate del 94 con la sua bicicletta. Quel mattino a ritirare la Compostela, il sospirato pezzo di carta attestante la conclusione del pellegrinaggio effettuato secondo le dovute regole, erano in quattro. Nel luglio del 99 la coda per avere il papiro rilasciato dal Capitolo in lingua latina occupava due rampe di scale e fuoriusciva sulla strada…